L'ARTE DELLA SPADA

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Dapprima sei tu che la conduci, poi è lei che ti conduce ...
fino a diventare come un tutt'uno, con naturalezza, senza sforzo; il tutto ... dopo
molti anni di assidua pratica. L'imitazione costante, umile e paziente di un
maestro e l'assiduo esercizio personale non permettono solo di acquisire
competenze tecniche (il maneggio della spada) ma di entrare in un vero e
proprio mondo o perlomeno di affacciarvisi.

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RESPONSABILITA' E DEONTOLOGIA DEGLI UDG

PERCHE' UNA CLASSIFICA NON DEVE ESSERE ALTERATA

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Come in tutte le attività

nelle quali si deve rendere conto a qualcuno in merito a competenze acquisite,
il momento della verifica finale, della valutazione, è un momento delicato e
importante anche nella pratica del Wushu: questo momento si presenta in
occasione degli esami, interni alla propria scuola o federali (per accedere ai
gradi di maestro), oppure nel corso delle competizioni. In questa sede ci
limitiamo ad alcune considerazioni relative all'ambito delle competizioni; si
tratta sicuramente di un importante momento di verifica delle competenze degli
allievi ma inevitabilmente anche dei relativi maestri e certamente pure degli arbitri.

E' soprattutto il ruolo di  questa ultima categoria che
evidentemente va considerato con particolare attenzione. La valutazione è
notoriamente un processo particolarmente complesso, che presenta
inevitabilmente margini, anche rilevanti, di soggettività e quindi pure di
errore, e che influisce fortemente (in positivo o in negativo) sulle persone
che vengono valutate.

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UN MINIMO DI MASSIME

Antiche ricette per vivere in pace con sé e con il prossimo

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Dalla saggezza dell'antica tradizione confuciana ecco un piccolo assaggio di alcune massime utili per tecnici sportivi, ufficiali di gara ma anche per atleti, praticanti, educatori ... insomma per tutti; mettiamoci dunque un attimo in ascolto del Lunyu, i "Dialoghi", raccolta di aneddoti e aforismi attribuiti a Confucio:

 

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"TAI CHI" E QIGONG A BOLOGNA

LE ANTICHE VIE DELL'ARMONIA E DELLA SALUTE

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Con la precisazione che "Tai chi", secondo i sinologi, è dizione scorretta benchè popolarmente più nota per Taiji (abbreviazione di Taiji quan), stile morbido del Wushu (arti marziali cinesi), abbiamo il piacere di rendere noto che nell'ambito dei corsi di formazione per tecnici di Wushu tenutisi a Termoli dal 26 al 30 giugno 2012 l'allora Vicepresidente vicario della Federazione Italiana Wushu Kungfu, Maestro Sangrigoli, ha rivelato che la Federazione ha in programma di incrementare il settore del Qi gong, specialità della medicina tradizione cinese. Benchè il Taijiquan abbia un'origine marziale, a differenza del Qi gong, entrambe queste specialità hanno un legame importante presso i praticanti cinesi in quanto, secondo criteri filosofici, antropologici e medici dell'antica tradizione cinese, incrementano la nostra "energia vitale" o " energia interiore" (= "Qi gong"). Per questo motivo in Cina un praticante di Taiji è solito praticare anche il Qi gong.

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ARTI MARZIALI PIU' O MENO CINESI

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Cinture o bretelle? Tai chi o Taiji? Kungfu o Wushu? KO per minoremmi o Sanda?

 

Può sembrare del tutto ovvio che le arti marziali cinesi abbiano un rapporto piuttosto
stretto con le arti marziali cinesi, cioè con quanto si pratica e si è sempre
praticato in Cina nell'ambito del Wushu, tuttavia la realtà smentisce
apertamente questa semplice e ovvia constatazione. Come e perché si verifica
questa situazione a dir poco curiosa? Sicuramente le risposte possono essere
varie e complesse, senza nessuna pretesa di completezza avanziamo prima qualche
semplice ipotesi in merito al "perché".

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P.S.

A pochi giorni dalla pubblicazione di questo articolo, precisamente il 28/06/2012, nell'ambito dei corsi formativi per tecnici sportivi organizzati dalla FIWUK a Termoli, giunge un'autorevole conferma a queste note. Infatti una figura di indiscussa autorità e notorietà quale il Maestro Pasotti ha aperto la sua lezione pratica sul Taolu chiedendo: "Cosa è il Sanda?" "Cosa è il Taiji ?" Proseguendo poi (dopo l'unica risposta possibile ovvero "Wushu") precisando il significato dei termini Kungfu (= abilità) e Wushu (arte marziale), sottolineando quindi fra i due termini quale risulti essere inequivocabilmente più adeguato nell'indicare il complesso delle arti marziali cinesi. La lezione si è poi sviluppata con esercizi pratici, rigorosamente e personalmente controllati, nel corso dei quali il Maestro ha comunque sottolineato con forza i vari ed importanti elementi che legano fra loro le varie specialità del Wushu: dalle "logiche" di fondo, alle impostazioni, a varie tecniche; del resto una tecnica quale un calcio di tallone, che possiamo trovare nel Sanda, nel Changquan, nella 24 di Taiji  ecc. rimane sempre un calcio (è appunto uno degli esercizi su cui ci si è intrattenuti) come può quindi questa tecnica modificare radicalmente il suo significato (ad esempio perdendo qualsiasi riferimento rispetto alla originaria radice marziale) a seconda del tipo di forma in cui lo si pratica? Un calcio è sempre un calcio! Si ricorda, per inciso, che nella lezione in questione si stava lavorando sul cosidetto "moderno", sottolineando appunto gli imprescindibili nessi che legano le varie specialità che vengono classificate sotto questa denominazione in Italia (non dimentichiamo peraltro che  tale categorizzazione non ha riscontro in Cina) con le varie altre specialità del Wushu. Un sentito grazie quindi al Maestro Pasotti (che già negli anni '80 si formava con assiduità in Cina) per il suo contributo alla formazione dei tecnici FIWUK, un contributo tanto prezioso quanto autorevole!

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ELEMENTI BIBLIOGRAFICI E FILMOGRAFICI

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Senza la minima pretesa di sistematicità e completezza ma semplicemente in relazione alla forte interazione che caratterizzava i vari aspetti dell'antica società cinese può essere utile una piccola immersione nel ricco mondo delle tradizioni filosofiche cinesi. Interconnessione sottolineata dal famoso detto cinese: "studi letterari e preparazione marziale sono i doveri del gentiluomo". Se nel contesto moderno la "preparazione marziale" si esprime nell'ambito della pratica sportiva o amatoriale delle varie specialità del Wushu gli studi letterari di cui si può utilmente nutrire il praticante di Wushu rimangono, almeno in parte, gli stessi sui quali si sono formati gli stessi praticanti cinesi per molti secoli. In quest'ottica si ritiene più remunerativo attingere il più possibile alle sorgenti, quindi ai testi classici piuttosto che agli scritti di coloro che, pur argutamente, li sintetizzano o elaborano o propongono ulteriori sistematizzazioni. Pertanto in questa sede, tralasciando i moderni trattati o manuali sul Wushu Kungfu o sul Qi gong, ci si limita solo a ricordare qualche classico dell'antica letteratura cinese scegliendo, in modo evidentemente opinabile, fra una letteratura sterminata.

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